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Il divertente è che è una vita che se ne parla, ma è uscito solo ieri sera, il boom... e poi, divertitevi a leggere i pezzi delle varie testate cosiddette giornalistiche: è un ottimo momento per capire a che filone politico appartiene :)


(AGI) - Roma, 3 lug. - Intercettazioni, scontri e veleni. Non si placa la polemica sotto il solleone. Massimo Donadi (Idv) non ha dubbi: “l’informazione deve prevalere sulla privacy”. “E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo?”, si chiede Donadi, alludendo all’ipotesi di pubblicazione di nuove intercettazioni del Premier. “Io sono rispettoso al massimo - dice Donadi - della privacy dei cittadini italiani ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati. Negli Usa Bill Clinton e’ stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky” ed hanno avviato la procedura di impeachment. Niccolo’ Ghedini, deputato del Pdl ed avvocato del Cavaliere, dice che oramai e’ inutile negarlo “l’emergenza c’e'” e “sara’ il Consiglio dei ministri, domani, a valutare collegialmente se sulle intercettazioni si procedera’ per decreto legge”. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, e’ dell’avviso che i requisiti di necessita’ e urgenza del decreto sulle intercettazioni “ci sono tutti”, ma c’e’ “una difficolta’ di calendario, un problema di tempi parlamentari. Noi prevediamo di lavorare fino al 7 o 8 agosto, ma se si fa un decreto bisogna avere la ragionevole certezza della sua conversione nei termini prescritti”. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ritiene che non sia affatto scandaloso pensare ad un decreto, mentre la sua collega di governo, Mara Carfagna, taglia corto: “non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo”. Il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, afferma che “le ragioni dell’urgenza per un intervento legislativo sul tema barbarico delle intercettazioni telefoniche, che vengono passate ai giornali, ci stanno tutte. Poi bisogna fare i conti con i tempi parlamentari. Qualora dovessero uscire le intercettazioni di cui tanto si parla e’ chiarissimo che ci troveremmo di fronte a violazioni del segreto istruttorio o a fatti autentici di spionaggio della vita privata delle persone. (AGI)


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2 Luglio 2008

La Repubblica dei papponi


Lo psiconano sarà domani ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire “pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza”. Per lui.
Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo.
Lo psiconano vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali.
Telefonate a Matrix, 06/57787833 e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo!

- Oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione) Vaffanculo!
- Lavoro nero e sommerso: 27% del Pil (fonte Ocse) Vaffanculo!
- Evasione fiscale: 200 miliardi di euro (fonte Secit e Revue de droit fiscal) Vaffanculo!
- Grandi aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, che evadono il fisco: 98,40% (fonte Agenzia delle entrate fiscali) Vaffanculo!
- Esportazione illecita di capitali: 85-90 miliardi di euro (fonte Confcommercio, Eurispes, Procura Nazionale Antimafia, settimanale Economy) Vaffanculo!
- Beni consolidati delle mafie: 1.000 miliardi di euro (fonti Confcommercio, Economy, Procura Nazionale Antimafia) Vaffanculo!
- Affiliazioni alle mafie, esclusi i colletti bianchi che utilizzano il denaro riciclato: 1.800.000 persone (fonte Dia e relazione Commissione Parlamentare Antimafia 2003) Vaffanculo!
- Percentuali delle estorsioni per regione sul totale per Campania 14,9%, Sicilia 12,9% e Lombardia 10,4% (fonte Ministero dell'Interno) Vaffanculo!
- Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la Corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.Vaffanculo!

Ps: ringrazio per i dati La Casa della Legalità

http://www.beppegrillo.it/

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http://www.antoniodipietro.com/index.php

11 Maggio 2008

Solidarieta' a Marco Travaglio

travaglio_tempo.jpg

Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l'opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato.

Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.

Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.

Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.

Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.

 

10 Maggio 2008

Schifani Renato Giuseppe

schifanirenato.jpg

Riporto la "carta d'identità" tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato.

Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe: Nato a Palermo l'11 maggio 1950.
Curriculum: Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell'Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le "cinque alte cariche dello Stato" (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L'ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani "il principe del Foro del recupero crediti", anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore Benny D'Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta:

il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L'operazione avrebbe previsto l'assegnazione dell'incarico ad un loro progettista di fiducia, l'ingegner Guzzardo, e l'incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.

Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.

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Il non voto utile

by lizblacksheep

21/03/2008 - 21:12

La marcia del V2-Day

Vocabolario Garzanti:
Voto [vó-to]:
1. espressione della volontà, quando si deve eleggere qualcuno o si deve decidere qualcosa collettivamente.
Utile [ù-ti-le]:
1. che può essere usato, che può appagare un bisogno
2. che apporta un vantaggio, un profitto; che è di giovamento efficace.
Il voto del 13 aprile non è contemplato dal vocabolario, non possiamo infatti eleggere qualcuno, ma solo fare una croce su un simbolo di un partito. Anche la decisione collettiva è esclusa dalle elezioni politiche. Non è infatti un referendum e neppure una proposta di legge popolare.
Per un utilizzo aggiornato della parola “voto” va quindi introdotto un nuovo significato:
1. manifestazione di carattere rituale con cui i cittadini ratificano le scelte dei partiti.
Passiamo all’aggettivo “utile”. Qui andiamo senz’altro meglio.
L’aggettivo “utile” insieme alla parola “voto” risignificata è perfetto: “voto utile”.
Il voto utile può “essere usato, può appagare un bisogno”. E’ facile dimostrarlo. Sottrae ai processi i condannati, riabilita i pregiudicati, sistema le mogli, stimola le amanti e piazza i figli di. Il voto utile “apporta un vantaggio, un profitto ed è di giovamento efficace”. Il ritorno economico è indubbio 25.000 euro al mese, la pensione dopo due anni e mezzo, le auto blu e, solo per i trasgressivi, coca e puttane e gli elicotteri dell’Aeronautica Militare.
La campagna per il voto utile è senza confini. Morfeo Napolitano lo ha ricordato in suo raro momento di veglia dal lontano Cile. Ha difeso i partiti, espressione della democrazia, e attaccato i facili populismi. Poi ha ripreso a dormire.
Lo psiconano e Topo Gigio sono da sempre in prima fila per il voto utile. Se li voti sei utile, altrimenti no. Testa d’Asfalto senza il vostro voto non avrebbe più Rete 4, i suoi amici pregiudicati, i conflitti di interessi. Il sindaco de Roma sarebbe costretto a andare in Ruanda o in Madagascar a scrivere libri e a salvare l’umanità in pericolo. Fatelo per loro. Fatelo per voi. Mandateli a fanculo il 13 aprile con un “non voto utile” alle elezioni politiche.
[nón] [vó-to] [ù-ti-le]:
1. riconquista dello Stato da parte dei cittadini
2. delegittimazione del parassitismo dei partiti.
V-day 25 aprile. Informazione libera in libero Stato.
http://www.beppegrillo.it/2008/03/il_non_voto_uti/index.html?s=n2008-03-21

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Tag: beppegrillo,v2day

Sabato 23 Febbraio

Trasmissione in diretta della manifestazione "Il Giorno Del Rifiuto" organizzata dal Meetup di Napoli. Parteciperanno alla manifestazione Beppe Grillo, Franca Rame, Maurizio Pallante, Paul Connett e tanti altri.


La diretta è su ecotv canale 906 di sky e su antenneattive http://antenneattive.org/ , e ogni ora aggiornamenti su sky tg24.
La diretta è a partire dalle 17.
E si può vedere anche in streaming tramite internet all'indirizzo http://www.ecotv.it .
Con Firefox non si apre in automatico e quindi lo si vede con VLC aprendo l'indirizzo mms://iptv.telecard.it/Cinquestelle ).
Per chi ha un ricevitore digitale non Sky (!!!!!!!!!!!!!!!) può sintonizzarsi su hot bird 6 (13.0° est), trasponder 125, polarizzazione orizzontale, frequenza 11013, symbol rate 27500, fec 3/4

Su AntenneAttive http://www.antenneattive.org/ potete già vedere
(tramite ustream.tv) qualcosa.

Grazie a Trasparenza e PaoloG :)

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10 Febbraio 2008

Comunicato politico numero uno

grillo_montanelli.jpg

La democrazia può partire solo dal basso. Il nuovo Rinascimento avrà origine nei Comuni. Le liste civiche devono organizzarsi per le elezioni amministrative del 13 aprile 2008. Il blog sosterrà le liste civiche. Beppe Grillo sarà presente nelle città che presenteranno una lista civica. Le elezioni politiche di aprile sono contro la Costituzione. Il cittadino non può scegliere i propri rappresentanti. I concessionari dello Stato non devono fare politica. I referendum non possono essere cancellati. I referendum non possono essere rinviati. Il risultato delle prossime elezioni è nullo. L’informazione è nelle mani dei gruppi economici e dei partiti. La monnezza è di Stato. Beppe Grillo parteciperà al Monnezza Day a Napoli il 23 febbraio insieme a esperti e medici per il rilancio della raccolta differenziata e per la salute dei cittadini. L’informazione è deviata. Beppe Grillo depositerà tre proposte di referendum alla Corte di Cassazione in febbraio. Abolizione dell’ordine dei giornalisti. Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Abolizione del Testo Unico sul sistema radiotelevisivo che prostituisce l’informazione agli interessi dei partiti e di Mediaset. Il 25 aprile si voteranno i referendum in tutte le piazze d’Italia. Le proposte di legge popolari per un Parlamento Pulito depositate al Senato sono state ignorate dai nostri dipendenti. Fuori i condannati. Due mandati. Votazione diretta del candidato. Hanno firmato 350.000 italiani. Firme certificate da pubblici ufficiali e dai Comuni di residenza. Mai avvenuto in Italia in un solo giorno. Un lavoro di mesi di migliaia di persone. I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati. Per essere nominati basta pagare. Un milione di euro un deputato. Tre milioni di euro un senatore. Il conflitto di interessi è un conflitto con il Paese.
Per un nuovo Rinascimento. V-day 25 aprile.

Ps: I pennarelli sono scarichi. Ripeto: i pennarelli sono scarichi.

http://www.beppegrillo.it/2008/02/comunicato_poli.html

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Tu sei Beppe Grillo!

by lizblacksheep

09/02/2008 - 09:24

Tu che mi leggi sei Beppe Grillo.
Tu puoi andare in una trasmissione televisiva, alzarti in piedi e vendicare gli italiani. Tu puoi parlare di parlamento pulito, di precariato, di morti sul lavoro, di raccolta differenziata. Lo puoi gridare.Tu puoi fare una domanda a un dipendente sul conflitto di interessi, sul falso in bilancio, sull’indulto, su Europa 7, sulla corruzione di giudici per la Mondatori e PRETENDERE una risposta con una telecamera piazzata sulla sua faccia (*).
Tu sei Beppe Grillo.

(*) Inserire il filmato su You Tube con il tag: "Io sono Beppe Grillo"

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V DAY 2008

by lizblacksheep

23/01/2008 - 18:51

Vday

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http://www.sambenedettoggi.it/2007/12/31/48404/informazione-ha-ragione-beppe-grillo/

Pubblicato alle 16:26 del 31 12 2007

L'ultimo post del comico-predicatore è una satirica invettiva contro i giornali e i media: «Riotta è uguale a Mimun che è uguale a Belpietro che è uguale a Giordano che è uguale a Fede. La Rai è uguale a Mediaset. Basta. Abbiamo bisogno di cittadini informati che non si lascino svendere da questi servi della politica». Cosa ne pensate?

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Riportiamo di seguito l'ultimo intervento del comico-predicatore Beppe Grillo sul suo frequentatissimo blog. Grillo attacca, con i suoi toni come al solito molto sarcastici - a volte al limite della volgarità - quella che chiama la «vera casta», i giornalisti, «gli unici che hanno avuto veramente paura con il nostro V-day dell'8 settembre». Per questo, scrive Grillo, il prossimo V-day si terrà il 25 aprile e avrà per obiettivo proprio il mondo del giornalismo (ad esempio chiedendo di eliminare le sovvenzioni pubbliche per i giornali). Cosa ne pensate? Secondo voi sono solo provocazioni qualunquistiche o il comico genovese vede nel giusto? Fateci sapere la vostra opinione commentando questo articolo.

*****

Italiani! E' finito un anno strepitoso! A settembre li abbiamo messi in crisi tutti, stanno delirando!

Però non sta andando male: è un Italietta che è in coma da 15 anni. Dal 1992 è tenuta in cura farmacologica da parte dei media. Dal 1992, da quando sono esplosi Falcone e Borsellino, non c'è più né Paese né altro. Il tritolo è scomparso, ma i magistrati scompaiono in un altro modo. C'è stata la corruzione della mafia! Chi se l'aspettava? La mafia corrotta dall'interno dalla politica, c'è stata questa fusione straordinaria, quasi nucleare. Si sono compattati. E' un Paese che non capisce più dove vuole arrivare. Dov'è, cos'è. Siamo strangolati da due bandiere.

Io vorrei capire se sto delirando io o se c'è qualcosa che non quadra. Quello che non quadra è che non sappiamo più le cose che ci servono per fare una vita normale. Sappiamo milioni di stronzate che ci vengono catapultate ogni giorno dai giornali, dai media, dai telegiornali, dalle televisioni ma delle cose che ci servono - l'acqua pubblica o privata, l'energia, la connettività, i rifiuti cosa sono, da dove vengono, come fare a non farli, gli inceneritori - non sappiamo nulla, delle cose che ci cambiano veramente la vita. Allora cosa fare?

Bisogna cominciare a vedere chi è il nemico: nel V-Day scorso, dell' 8 settembre, non si sono incazzati tanto i politici, ma i giornalisti, questa casta di gente, la vera casta che c'è in Italia. Ve ne siete accorti, no? Migliaia di schiavi vergognosi, messi li a pecorina, a 90°. Una cosa indegna.

Si somigliano tutti, non li distingui più se non quello grasso da quello magro. Riotta è uguale a Mimun che è uguale a Belpietro che è uguale a Giordano che è uguale a Fede. Sono tutti uguali. Si distinguono le élite di questi grandi maggiordomi. Quelli che parlano di libero mercato, che ogni tanto dicono qualcosina e poi rientrano subito. Sono meravigliosi. Parliamo di Scalfari, di Pansa, di Romano, di questi sarcofaghi dell'informazione che scrivono lenzuolate di editoriali che nessuno legge. Dei giornali vengono letti i titoli e i sottotitoli, l'informazione si fa con lo spazio, i centimetri. Bisognerebbe misurare coi righelli le informazioni.

E' una poltiglia dove si sono mischiate imprenditoria, politica, mafia e media. Vai in un consiglio d'amministrazione di un giornale e ci sono gli imprenditori, vai in un consiglio d'amministrazione di una banca e ci sono imprenditori, politici e giornalisti. Un giornalista può diventare deputato. Altro che conflitti di interessi, siamo andati oltre. Sono tutte uguali, le società. Prendi la Fiat: se non era per la cassa integrazione, cioè l'intervento dello Stato, sarebbe fallita dieci anni fa e adesso va avanti con le Equity Swap. L'Eni e l'Enel sono dei monopoli di fatto. La Rai è uguale a Mediaset.

L'unico modo di far cambiare veramente questo Paese, secondo il mio punto di vista prima che diventi pazzo del tutto, è battere dove c'è la ragione della democrazia, dove dovrebbe essere tutelata: l'informazione. Scomparsi i grandi giornalisti come Biagi, Montanelli e altri, non ci rimane più nulla.

Ecco perché farò il V-Day prossimo il 25 aprile: il giorno della Liberazione. Liberiamoci da questa informazione, liberiamoci da questa gentaglia. Gli togliamo i finanziamenti, vediamo di impostarla bene perché la mia vita ormai è su queste cose. Perché il compito che mi sono messo in testa non è di fare politica. Oggi sul Corriere della Sera sono indicato come il secondo politico, dopo Veltroni al 50%. E' questo il nostro Paese: io sono uno dei più grossi politici che ci sono in Italia! Se facessero la classifica dei comici sarei in decima o quindicesima posizione, ci sarebbero i politici al primo posto. Il V-Day bisogna farlo su questo: togliere i finanziamenti ai giornali. Il 25 aprile del 2008 ci sarà una liberazione vera, in tutte le città succederà qualche cosa. Dovremo far succede qualcosa, con i media in silenzio e ci mancherebbe che ne parlassero. Sarà la loro condanna.

Vi do appuntamento al 25 aprile per avere un'informazione libera in un Paese finalmente libero e ricominciare dall'inizio. Liste civiche e cittadini informati, abbiamo bisogno di questo non di politici. Cittadini informati che sappiano le cose, che si occupino del loro quartiere e delle loro città, che non le lascino svendere da questi partitini e da questi piccoli servi della politica. Abbiamo bisogno di cittadini liberi, di un'informazione libera per essere un Paese libero.

Italiani!!! Coraggio, coraggio verso la catastrofe ma sempre con ottimismo.

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http://www.sambenedettoggi.it/2008/01/04/48576/acqua-richiesto-l%e2%80%99intervento-del-governo/

Il sottosegretario agli Affari Regionali Pietro Colonnella scrive al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro per il reperimento di risorse finanziarie e per la valutazione delle responsabilità nella manutenzione della rete idrica

ROMA - Il Sottosegretario per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali Pietro Colonnella ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e al Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per attivare il Governo sulla

crisi idrica del Piceno.

Colonnella ha chiesto l’intervento del ministro Di Pietro anche perché al Ministero delle Infrastrutture fanno riferimento la Direzione generale delle Reti (comprese quelle idriche), l’Unità di missione per i fondi grandi opere, nonché il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che valuterà sia i progetti strutturali di lungo periodo, sia le eventuali manchevolezze nella manutenzione delle reti esistenti.

«Dobbiamo offrire ai cittadini piceni chiarezza, trasparenza, risposte ai problemi strutturali emersi. In futuro – afferma Colonnella - non si devono più riscontrare emergenze e disagi così gravi come quelli di questi giorni. Va espresso un plauso alla Protezione Civile comunale, provinciale e regionale, nonché alle tante associazioni di volontariato che hanno pienamente collaborato con le istituzioni».

Fra il sottosegretario agli Affari regionali e il ministro Di Pietro c’è stato anche un colloquio telefonico per concertare ulteriori iniziative. Mercoledì 9 gennaio torneranno ad incontrarsi a Roma per valutare gli ulteriori sviluppi della situazione.

Pubblicato alle 19:16 del               04 01 2008       

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- Appello per la Giustizia - Per De Magistris

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Tag: mastella,whynot,demagistris,beppegrillo

Il giapponese è una delle lingue più diffuse in Rete e i giapponesi sono un popolo interessante e rispettabile. I politici corrotti da loro fanno harakiri. Ho creato una sezione del blog in giapponese. Una lingua che sto imparando, mi ricorda un po' il genovese. Perdonate gli errori di pronuncia, sono solo agli inizi.

"Il mio amico Stefano Benni è andato in Giappone per presentare un suo libro. Gli hanno chiesto chi c’è dietro a Beppe Grillo. Benni non ha saputo rispondere.
Ho deciso, per spiegarlo agli amici giapponesi, di aprire un blog nella loro lingua. Il Giappone è sempre un po’ più avanti del resto del mondo. Spero quindi in un dialogo con i suoi abitanti per aiutare il mio Paese, l’Italia, che è sempre un po’ più indietro del resto del mondo.
Prima di dormire leggo sempre un Manga. Fino alla settimana scorsa non capivo mai come finiva la storia, ma mio figlio Ciro di 7 anni si è impietosito e mi ha spiegato che si legge all’incontrario e da destra a sinistra. L’Italia e il Giappone sono simili per molte cose. Una di queste è la longevità della popolazione. Giapponesi e italiani diventano sempre più vecchi. Un’altra cosa in comune è la sovrappopolazione.
Il Giappone ha risolto il problema inviando all’estero, a rotazione, il 30% dei giapponesi sotto forma di turisti. Il 10% staziona da sempre in Italia a fare fotografie.
Il Governo italiano, ispirandosi a Niccolò Machiavelli, ha attuato invece un’altra tattica. Ha deciso di far entrare chiunque in Italia per spingere tutti gli italiani a emigrare.
I politici corrotti sono un prodotto italiano, ci rappresentano all’estero come il Ponte di Rialto di Venezia e Piazza San Pietro di Roma. Il problema è che stanno diventando troppi.
Nel Parlamento italiano ci sono 24 deputati e senatori condannati in via definitiva per vari reati.A settembre 350.000 italiani hanno chiesto le loro dimissioni firmando una legge di iniziativa popolare. Nessuno ha dato le dimissioni. Stiamo studiando delle soluzioni alternative e voglio chiedere un consiglio ai giapponesi.
Anche in Giappone, infatti, ci sono stati casi simili, come Toshikatsu Matsuoka, ex ministro dell’Agricoltura che si è suicidato dopo le accuse di corruzione.
Il ministro Shigeru Ishiba vuole dotare ogni suo dirigente di un sistema di localizzazione satellitare per verificarne gli spostamenti durante l’orario di lavoro. Mi è stato riferito che nessuno si è opposto. E’ una idea ottima per i nostri parlamentari. Potremmo sapere finalmente dove vanno durante il giorno, visto che in Parlamento non ci sono quasi mai. Se stanno sniffando cocaina a casa o tenendo rapporti intimi con soggetti disponibili di entrambi i sessi in qualche albergo romano.
Cari giapponesi, visto che da noi non si suicida nessuno, possiamo mandarveli in Giappone a fare le vacanze? In cambio potreste darci qualche vostro ministro. Il clima è buono, il cibo ottimo e potrete fare tutto, ma proprio tutto, quello che volete senza rischi. La legge da noi è un optional.
Potreste inviarci, per iniziare, il ministro degli Esteri Masahiro Komura che ha avuto di recente un attacco di anemia. Da noi si rimetterà subito. In cambio vi daremo Massimo D’Alema, Prodi e Mastella. Voi forse non li conoscete, ma noi sì, per questo ve li vorremmo regalare.
Ciao e venite sul mio blog www.beppegrillo.it per sapere tutto dell’Italia. Verrò presto a trovarvi." Beppe Grillo

http://www.beppegrillo.it/

VIDEO http://it.youtube.com/watch?v=kOA7ZipVXFQ

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A volte i comici fanno i politici (e gli riesce anche bene)... Mentre quando i politici fanno i "comici"....

Povera me...

» 2007-10-28 21:59
Bossi: Garibaldi un cretino
"Ci sono 15 milioni di veneti, 18 milioni di lombardi"
(ANSA) - RUBIERA (REGGIO EMILIA), 28 OTT - E' stato sbagliato "seguire i Savoia e quel cretino di Garibaldi". Lo ha detto Umberto Bossi parlando a Rubiera. Bossi ha definito Garibaldi un individuo che "si presentava come un uomo del popolo ma era pagato dal Re che voleva un regno piu' grande". "Non vogliamo essere schiavi di Roma", ha aggiunto, assicurando: "Ci sono 15 milioni di veneti, 18 milioni di lombardi e la gente prima o poi si incazza. Se mi metto davanti a camminare loro sono pronti a camminare".

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» 2007-10-20 16:26
Gentiloni: su blog correggere errore
Ddl Editoria, "giustificato allarme lanciato da Grillo"
(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "L'allarme lanciato da Grillo e' giustificato: il ddl sull'editoria va corretto": cosi' il ministro Gentiloni. "La norma sulla registrazione dei siti internet lascia spazio a interpretazioni e restrittive" sottolinea il titolare del dicastero delle Comunicazioni. "Si tratta di correggere l'errore - conclude Gentiloni - sara' lo stesso Levi a volerlo fare". Al centro della polemica la prevista iscrizione al Roc anche per chi "svolge attivita' editoriale sul web".
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2007-10-20_120143558.html

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La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

 

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

 

 
Postato da Beppe Grillo il 19.10.07

Postato da Beppe Grillo il 19.10.07

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Annozero torna questa sera, giovedì 20 settembre, alle 21.00 su Rai Due. La prima puntata di questa nuova edizione sarà dedicata al fenomeno Grillo e al V-Day, con un reportage realizzato interamente con materiali originali.

 

Ospiti in studio Sabina Guzzanti ed il senatore Antonio Polito.

 

Marco Travaglio terrà una nuova rubrica, tutta da vedere; Beatrice Borromeo presenterà i ragazzi di Generazione Zero e Vauro, come sempre, concluderà la trasmissione con le sue vignette.

 

 

 

Potete guardare la trasmissione in diretta anche dal sito di Annozero (www.annozero.rai.it).

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http://www.beppegrillo.it/

I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco Travaglio reduce dalla standing ovation di Piazza Maggiore mi scrive una lettera che mi getta nello sconforto.

"Caro Beppe,
sono trascorsi pochissimi giorni dal V-day, e già bisognerebbe organizzarne un altro. Visto che la nostra classe politica, forse per la sua giovanissima età media, ha i riflessi pronti, la sua reazione allo tsunami di sabato è stata immediata. Veltroni e Prodi hanno piazzato Fabiano Fabiani, un giovanotto di 77 anni, nel consiglio d'amministrazione della Rai al posto del famoso berlusclone Angelo Maria Petroni. Lottizzavano gli altri, ora lottizzano loro: è il bipolarismo.
Fassino, segretario di un partito ormai disciolto, onde evitare di finire sulle panchine dei giardinetti, ha chiesto a Prodi un bel rimpasto di governo per aggiungere un ministero, possibilmente per sé (richiesta che persino Prodi ha giudicato irricevibile, osservando che il suo governo, formato da 103 membri fra ministri, viceministri e sottosegretari, è già il più bulimico della storia repubblicana e andrebbe semmai un tantino ridotto). Intanto D'Alema e Fassino, sempre per rispondere all'appello della piazza per una giustizia uguale per tutti, si autoassolvono con due "memorie" smemorate sul caso Unipol, chiedendo di fatto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di respingere al mittente la richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l'uso giudiziario delle loro telefonate con i furbetti del quartierino: quelle che dimostrano la loro partecipazione alla scalata della Bnl da parte dell'Unipol. I due sostengono di non aver commesso alcun reato, il che rientra nel loro legittimo diritto di difesa. Ma poi si allargano un po', sostenendo che i reati li ha commessi la Forleo con un'ordinanza "illegittima", perché ha scritto che D'Alema e il suo fido senatore Latorre hanno commesso aggiotaggio e insider trading senza che la Procura avesse iscritto nessuno dei due sul registro degli indagati: dunque, se sui due non c'è un'inchiesta, non si vede perché autorizzare l'uso delle loro telefonate. Ma che spiritosi: la legge Boato del 2003 stabilisce che le telefonate intercettate in cui compare la voce di un parlamentare non possono essere usate dai giudici senza il permesso del Parlamento. Dunque la Procura di Milano non poteva indagare i due parlamentari Ds in base a telefonate che, non ancora autorizzate, è come se non esistessero. Per indagarli, ha bisogno di quell'autorizzazione. Ora D'Alema risponde che l'autorizzazione non va data perché lui non è indagato. Il ragionamento (si fa per dire) ricorda un famoso romanzo umoristico, "Comma 22", in cui un pilota dell'aeronautica militare si finge pazzo per chiedere l'esonero dai voli di guerra; ma il medico gli spiega che solo i pazzi effettuano i voli di guerra, dunque lui, essendo pazzo, è adattissimo a quelle missioni.
Ps: Tra i difensori di D'Alema compare anche l'avvocato Guido Rossi, lo stesso che, portando alla Procura di Milano una denuncia della banca olandese Abn Amro contro Fiorani, diede l'avvio all'inchiesta sulle scalate.Ora difende un "indagabile" in quell'inchiesta. Il suo caso ricorda un po' quello dell'avvocato Taormina, che chiese l'arresto della signora Franzoni per il delitto di Cogne, poi ne divenne il difensore e chiese l'arresto dei giudici che l'avevano arrestata. O il Rossi che difende D'Alema è Taormina travestito?" Marco Travaglio

 

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L’istrione genovese promotore del V-Day: maestro o cattivo maestro?
Alcune riflessioni a sangue freddo.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Masaniello inconcludente, seminatore di dittature, blog-predicatore, fautore di una dannosa antipolitica. Davvero Beppe Grillo è tutto questo? Il comico genovese organizzatore dell’oceanico V-Day ha innescato una ridda di commenti e analisi. Tralasciando quelle dei politici, sui quotidiani nazionali si sono potuti leggere pezzi davvero interessanti come quello molto polemico apparso nell’edizione online del quotidiano Repubblica il 12 settembre a firma di Eugenio Scalfari (CLICCA QUI).

Il grande giornalista ha il merito di prendere di petto le proposte di legge sottoscritte da centinaia di migliaia di persone (no alla presenza di condannati in Parlamento, ineleggibilità dopo due legislature, elezione diretta di tutti i candidati) e di contestare le prime due, a torto o a ragione. Fra parentesi, appare condivisibile la contestazione di Scalfari sull’ineleggibilità dopo due candidature; meno l’altra contestazione sui parlamentari condannati. La presunzione d’innocenza stabilita dalla Costituzione infatti non tiene di fronte alle sentenze passate in giudicato, e nel nostro Parlamento di illustri giudicati ce ne sono troppi. Per non parlare della questione morale che dovrebbe allontanare coloro sui quali pende anche solo un sospetto. Parliamo di reati gravi, ovviamente, non di un furto di galline fatto in gioventù, per il quale smussando alcuni angoli si potrebbe anche soprassedere ma solo alla luce di una condotta successiva irreprensibile.

Ma l’aspetto più affascinante della polemica di Scalfari è la questione dell’uomo-massa, del potere dei media sull’assunzione di responsabilità sociali e civili dei loro fruitori e l’analisi sulla nascita delle dittature. Molti in questi giorni hanno parlato di “paura” (interessante l’intervista al fondatore del Censis Giuseppe De Rita su Repubblica del 10 settembre). Paura per una presa di posizione di fronte all’esistente – precariato, politica malata, schizofrenia nell’uso delle fonti energetiche, mancato rispetto dei diritti dei consumatori – che viene liquidata come un’analisi vuota, qualunquista, antipolitica. Sbagliata perché antipolitica; pericolosa perché innalza un “santone” di fronte a una società di coriandoli, a una massa di gente che preferisce delegare la propria parola ad altri.

TUTTO IL PEZZO QUI http://www.sambenedettoggi.it/2007/09/12/il-grillo-parlante-e-le-fatine-invidiose/

 

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